Recuperi


RecuperiLe Soprintendenze per i Beni Storici ed Artistici di Modena e di Bologna, coadiuvate dalla Direzione regionale, si sono subito attivate sia al loro interno, per la creazione di elenchi aggiornati dei monumenti colpiti e la raccolta di tutta la documentazione esistente negli archivi, schede di catalogo ministeriali e diocesane, fotografie, relazioni e descrizioni etc.; sia sul territorio, con l’organizzazione dei sopralluoghi per la verifica diretta dello stato degli edifici e dei beni mobili, sotto la tutela dei Vigili del Fuoco e nel quadro delle relazioni istituzionali tra gli enti coinvolti (in particolare i proprietari dei beni, le diocesi, le parrocchie, i comuni). Il passo successivo è stata la programmazione dei recuperi delle opere ed il loro ricovero in un luogo sicuro ed attrezzato, individuato nel Palazzo Ducale di Sassuolo.

I primi recuperi di opere d’arte e di beni culturali ed il loro trasferimento in sicurezza nel Centro di raccolta del Palazzo Ducale di Sassuolo sono avvenuti già tra il 25 ed il 26 maggio 2012. La reazione è stata quindi pronta, pur nella difficoltà di operare in condizioni di estrema emergenza, con lo sciame sismico ancora in atto e culminato nella seconda fortissima scossa del 29 maggio, con concitate e complesse relazioni tra i vari soggetti presenti sul territorio e la necessità di garantire l’incolumità di chi agiva in condizioni di grave rischio.

Questa attività è stata coordinata da una struttura operativa istituita tra le due Soprintendenze di Modena e di Bologna nell’ambito dell’Unità di crisi regionale, che ha organizzato i sopralluoghi, gli interventi di movimentazione e rimozione dei beni mobili. I recuperi dei beni nell’area del cratere sismico sono stati eseguiti con l’intervento di squadre di tecnici del Ministero dei Beni Culturali e dei Vigili del Fuoco, affiancate da ditte specializzate nel trasporto di opere d’arte, coadiuvate quando necessario da operatori del restauro. Le squadre si sono sempre coordinate con i rappresentanti degli Enti proprietari (gli Uffici Diocesani Beni Culturali, i Parroci, i Comuni).